Autore:
A. Michele Angioni
 

L'ARBOREINO:Mussolinia-Arborea
BONIFICA DELLA PIANA DI TERRALBA

   

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.."l'altro libro" :
720 pagine
sulla
fenomenologia
della
redenzione della Piana di

ARBOREA

TERRALBA

MARRUBIU


Credits

 


RASSEGNA STAMPA: dicono del libro


L’altra storia della bonifica raccontata nel libro “l’Arboreino” nella piazza di Sant’Antonio

Terralba Sabato prossimo alle 15, nella piazza Sant’Antonio di Tanca Marchese, si terrà la cerimonia di presentazione del libro “L’Arboreino, dalle paludi alla bonifica del Terralbese, da Mussolinia a Arborea 2000” di Michele Angioni. Si tratta di un volume di 652 pagine edito dalla casa editrice Ptm di Mogoro, corredato non solo da testi ma anche da un migliaio di fotografie d’epoca ed attuali. Inoltre l’opera contiene la riproduzione di numerosi documenti ufficiali di fondamentale importanza per i fatti narrati. Contiene la storia di sardi, veneti, romagnoli che hanno contribuito, con la loro fatica ed il loro impegno, alla nascita di una importante realtà dell’isola.
Unione Sarda del 10 novembre 2002

Torna L’Arboreino di Angioni

Dopo il successo della prima edizione, ecco la seconda del libro di A. Michele Angioni intitolato L’Arboreino, dalle paludi alla Bonifica del Terralbese, da Mussolinia ad Arborea. Della prima edizione, composta da 652 pagine e un migliaio tra fotografie e documenti, sono state vendute oltre mille e 500 copie. La nuova edizione torna riveduta e corretta con presentazione di Raimondo Zucca, prefazione di Giuseppe Concas e premessa di Paolo Fadda. All’espunzione di parti ritenute superflue del libro è inoltre seguita l’opportuna dotazione di altre informazioni storiche.
Unione Sarda del 14  dicembre  2003

La SELAS-Editrice di Terralba 

 gratifica l'Autore con un verso del componimento"De Reditu suo" del poeta latino del V secolo, nativo della Gallia, Rutilius Claudius Namatianus:" Fecisti patriam diversis gentibus unam".

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SU ARBOREA

così ha titolato, su L'UNIONE SARDA (Cultura-Scaffale Sardo, 26 luglio 2004), il Direttore Editoriale Gianni Filippini la recensione dell'opera letteraria di 720 pagine "ARBOREA ...e l'Arboreino" - presentata al Teatro dei Salesiani di Arborea il 30 maggio 2004. E' un lusinghiero giudizio su questa nuova edizione a cui vanno espressioni di aperto consenso anche di noti studiosi che, giustamente, fanno risaltare <<la fatica di Antonio Michele Angioni grande e generosa per un giusto omaggio a quanti dal 1918 in avanti hanno vissuto, amato, lavorato e oggi riposano in questa terra redenta>>, e riconoscono al medesimo autore  di <<aver utilizzato con apprezzabile equilibrio fonti documentarie e fonti orali di grandissimo interesse storico>>.

IGNORARE PORCELLA!?!?!?

- Il Gruppo Consiliare Socialista del Comune di Terralba (a firma dell'ex Sindaco Avv. Gesuino Loi) <<...idealmente si riconosce nella onesta ed impegnata figura di Felice Porcella ed evidenzia quanto fosse sentita la necessità di raccogliere, ordinare e pubblicare una così enorme mole di materiale, anche ai fini di una migliore e più accessibile conoscenza della storia e della cronaca locale ...>>. 

TERRALBA IERI & OGGIi
- Gianfranco Corda, Direttore di TERRALBA ieri & oggi, esalta <<...quel pomeriggio del 16 novembre 2002 quando, sulla Piazza Sant'Antonio di Tanca del Marchese, colma di pubblico, è stato presentato il suo primo libro "L'Arboreino". (...) L'Angioni, nativo di Terralba e residente dal 1938 in Arborea, apprezzato collaboratore della nostra rivista, ha sorpreso positivamente per la sua grande opera letteraria: (...) Per realizzare quel corposo volume, l'autore ha setacciato biblioteche, ha consultato archivi pubblici e privati, ha attivato mille contatti ed intervistato tante persone che rappresentano la memoria storica dei paesi del circondario ...L'augurio è che prosegua la sua encomiabile opera di ricerca per non far dimenticare fatti e persone che hanno nobilitato il nostro territorio>>.

FAMIGLIA DOLCETTA

- L'Ing. Francesco Dolcetta da Vicenza, terzogenito ed unico superstite dei cinque figli di Giulio Dolcetta (realizzatore della Bonifica), scrive rinnovando i complimenti per l'opera, che <<...famigliari ed amici hanno molto apprezzato: viva la Sardegna, viva Arborea, viva i Sardi...>> - E suo nipote Giulio Dolcetta (Ingegnere di 56 anni, figlio di Antonio, uno dei figli del "realizzatore") invia <<...anche a nome di tutta la famiglia il più vivo plauso ed apprezzamento per il lavoro così importante per l'approfondimento di una vicenda storica cui la famiglia Dolcetta è particolarmente legata...>>. 
LE TERRE "REDENTE" ANCHE A TERRALBA.

Articolo integrale  inviato all'Unione  Sarda  e pubblicato in forma ridotta il 9 Novembre 2004 

"Piccola città. Porcella (...) inventò la Bonifica di Terralba-Arborea" (Beppe Meloni, L'U.S. 22/10/04). Desidero sottoscrivere l'affermazione del sig, Beppe Meloni: <<(...). La figura di Porcella è stata finora trascurata dalla storiografia isolana (...). Condivido in pieno. Ma gli faccio sommessamente notare che nei suoi libri e scritti tende a dare solo "a Cesare quel che è di Cesare" dimenticandosi di dare anche "a Dio quel che è di Dio". La difesa di Felice Porcella (13/1/1860 non 1/5/1860) è ben sostenuta ne L'Arboreino (che Meloni vuole ignorare, pur avendone usato un collage di foto senza citare le fonti). Non si può però continuare a contrabbandarla solo per far emergere teorie che nulla hanno a che fare con la storiografia. Se la Bonifica è stata anche-fascista non può continuare a far corrugare la fronte di tante anime belle, antifascisti-di-maniera, che devono farsene una ragione, finalmente! D'altra parte, vulnus-ambientale (se c'è stato) pensato obtorto collo da Porcella per i bisogni della popolazione.Il "fenomeno Arborea" è il risultato non di una, ma della Storia sua e della Bonifica del Terralbese, in cui vi è stata - eccome - la redenzione. La Bonifica aveva certamente preso le mosse dal ruolo politico di Felice Porcella, venticinque anni circa di battaglie (Sindaco dal 1895) fino all'effettivo inizio, 1918-1919, del riscatto dell'oristanese e del terralbese in particolare. Il Fascismo entrava nella scena quattro-cinque anni dopo (fine 1922) quell'inizio e, per dieci anni, i pionieri-sardi-bonificatori - in numero sempre più consistente alla S.B.S. nella Tanca del Marchese - saranno smistati per la redenzione delle terre. Tra le cose condivisibili non posso annoverare quella in cui Meloni dice che Porcella è stato "l'ideatore" del Progetto di Bonifica Integrale. Porcella è stato certamente propugnatore di un programma di bonifica, ma dobbiamo dire che è stato "solo" l'ispiratore del Piano di Bonifica dell'Oristanese e quindi del Progetto di Bonifica della Piana di Terralba, Stagno di Sassu e sue adiacenze, che,  l'amico-Avvocato Antonio Pierazzuoli (non Giovanni) - in contatto e impegnato con l'ing. Giulio Dolcetta (realizzatore principe della Bonifica) nella costruzione della Diga del Tirso, farà pervenire (20/2/1918) allo stesso Dolcetta. Il quale, con l'ausilio della Tecnologia Industriale (non "forzata" ma condivisa da Porcella, e non "da arroganti del nuovo regime", che ancora non c'è). Pierazzuoli spiega nella sua lettera del 16/2/1918 che la propria "invenzione (certo, già proposta di legge di Porcella e da questi ispirata e sollecitata) è una "trovata", è un'idea che, se realizzata, rivoluzionerà il sistema agrario sardo trasformandolo. Il 24/12/1918 Dolcetta acquisisce (compra) da Pierazzuoli "la domanda di Concessione di Bonifica nel territorio di Terralba presentata al Min.LLPP (5/10/1918)" col trapasso alla SBS di "ogni diritto che possa derivarLe (al Pierazzuoli, ndr) dall'invenzione (sic!) della compilazione del Progetto e della domanda stessa. In corrispettivo di questa cessione la SBS Le pagherà entro il prossimo febbraio la somma di L. 150.000". La redenzione delle terre  va difesa come valore condiviso dell'identità della Bonifica. Anche se il concetto di "redenzione" non sempre ha coinciso con quello di solidarismo ed equità. I Terralbesi hanno forse pagato più di tutti il prezzo di una lacerazione della loro identità contadina che ha indugiato, dice Dolcetta, nell'individualismo, "scarsa inclinazione ad associarsi" afferma Porcella, e nel rifiuto-della-fissazione-ai-poderi. I Veneti, beneficiandone, si sono giovati invece delle loro tradizioni rurali votate al collettivismo. Nessuno potrà negare qualche disvalore, che ci fu certamente, ma ce ne corre dall'affermare che per Terralba non c'è stata redenzione. Rendiamoci disponibili a dibattere sereni. Grave è la nostra responsabilità verso figli e nipoti: per far scoprire loro i risultati straordinari di un passato recente; impedire che venga meno la dignità di ogni momento di quel Passato; conservare le memorie storiche per poterle tramandare senza nulla disperdere; ostacolare il tentativo di cancellare preziosi ricordi perché restino, al contrario degli uomini, che passano!  Antonio Michele Angioni.

 

Articolo integrale  inviato all'Unione  Sarda  e pubblicato in forma ridotta il 1 Dicembre 2004 

TRATTI IN INGANNO SULLA VIA DEL LATTE

"Medaglia d'onore Ottone Baccaredda alla Coop. 3A-Latte Arborea"

A proposito di quanto pubblicato nei giorni scorsi sulla "Mostra" - dal 13 novembre 2004 - "La via del latte da Arborea a Cagliari tra passato e futuro", e relativo convegno sulla Storia dell'alimentazione e della lavorazione del latte in Sardegna (...), in cui è stata tra l'altro conferita la Medaglia d'onore "Ottone Baccaredda" quale, cito: <<Riconoscimento Civile alla Cooperativa Assegnatari Associati Arborea, per il ruolo svolto nella città di Cagliari durante l'ultima guerra mondiale, che la vide contribuire generosamente con i propri prodotti alimentari all'approvvigionamento della popolazione cagliaritana, specialmente durante e dopo i terribili bombardamenti del maggio 1943, quando Arborea (era Mussolinia di Sardegna, ndr) si fece carico della distribuzione gratuita del latte presso i rifugi e gli ospedali della città>>.Con questo intervento, come "arboreino-memorialista" della Bonifica di Terralba-Mussolinia-Arborea (cfr "Arborea ...e l'Arboreino" - maggio 2004 PTM-Ed.), mi preme sottolineare alcuni fatti storici (incontrovertibili). Nel mentre, resto sconcertato dalla facilità e superficialità con cui si continua a piegare gli accadimenti della Bonifica con forzature che nulla hanno a che fare con la storiografia arboreina. Riassumo i fatti:- il 1° aprile 1937, la Società Bonifiche Sarde (SBS), Concessionaria della Bonifica e proprietaria del territorio rurale operante in regime di mezzadria in Mussolina, separa l'attività della sua Azienda Agraria dando vita alla TRE-A, Aziende Alimentari Associate, scopo: "Esercizio in Sardegna di stabilimenti per la produzione e commercio di latticini, conserve alimentari, vini, olii, per la lavorazione dei prodotti della terra e della zootecnia";- il 28 luglio 1955, dopo la Riforma (Segni) Agraria divenuta operante il 1° gennaio 1955, 258 agricoltori-allevatori di Arborea costituiscono, di concerto con l'ETFAS (oggi ERSAT) presieduto da Enzo Pampaloni, la Cooperativa Assegnatari ETFAS di Arborea Soc. a r.l. (oggi Cooperativa Produttori Arborea);- il 14 dicembre 1956, gli stessi soci costituiscono la Società a r.l. Cooperativa per la lavorazione del latte: Assegnatari Associati Arborea. Il 27 febbraio 1958 il Presidente di questa (divenuta) "Cooperativa 3A - Latte Arborea" enuncerà in Assemblea la "Relazione del CdA sulla chiusura del bilancio 1957 dopo che, il 16 marzo precedente, era ufficialmente iniziata la sua attività con il passaggio del Caseificio della SBS: TRE-A (Aziende Alimentari Associate) dalla SBS stessa alla nuova Cooperativa 3A Latte Arborea, dal 2000  operante nel nuovo stabilimento della strada 14Est-bis. Notare: la TRE-A (Aziende Alimentari Associate) della SBS nel 1937. Nel 1956 la Coop. 3A Latte Arborea (Assegnatari Associati Arborea).Se questi sono i fatti, qualcuno dovrà spiegare meglio, a quanti si dilettano di scibile arboreino, perché il "Riconoscimento" di cui si parla venga assegnato alla Coop. nata nel 1956 e non viene menzionata, in tutto o in parte, la TRE-A della SBS attivamente operante nel 1943. La Cooperativa 3A oggi è la più bella realtà di Arborea, almeno quella, e meriterebbe altro che quel Riconoscimento. Purtuttavia, il "momento particolarmente importante per la sua storia" stride con il fatto che nel 1943 era ancora di là da venire.Si ripete un po' la storia di Giulio Dolcetta che fu costretto alle dimissioni nel 1933, nel momento in cui la SBS si trovò in una situazione finanziaria (cf "S.B.S. 1918-1939" di Gp. Pisu, 1995 Ciriec/Angeli Ed.) mutata profondamente. Infatti, ad un periodo di coraggio e di rischio per l'avventura industriale, sembrò succedere un periodo di stasi che fece arenare il grande progetto ispirato da Porcella, ideato da Pierazzuoli ed in massima parte realizzato da Dolcetta, il quale non raccolse gli applausi, andati all'I.R.I. di Beneduce in occasione della visita di Mussolini il 9 giugno 1935. Anche in quel caso gli "eventi" avevano stravolto e travolto tutto e tutti!!!... (a.m.a. - e-mail: a.michele angioni@arboreaarboreino.it)


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