Autore:
A.Michele Angioni
 

L'ARBOREINO:Mussolinia-Arborea
BONIFICA DELLA PIANA DI TERRALBA

  

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Malaria


UN TRISTE PRIMATO IN SARDEGNA: LA MALARIA

1925- “ Gestazione - realizzazione” della Bonifica di Terralba ( Mussoilinia - Arborea ):Lotta antimalarica

IL PIPISTRELLAIO

(Antonio Michele Angioni)

 Tra la fine dell’Ottocento e inizi del Novecento, con l’avvio in Italia del processo d’industrializzazione, la Sardegna è anche alle prese con la malaria, di cui detiene il triste primato della sua endemia, dove la causa del terribile morbo non è la mal’aria, cioè aria malefica - come erroneamente creduto – ma un parassita microscopico, il plasmodium, che vive e si riproduce nel sangue dell’uomo ed è trasmesso all’individuo sano dalla femmina della zanzara anofele. La malaria, insomma, non dà tregua, è sempre il nemico numero uno da debellare, mentre già da sei anni migliaia di lavoratori sono impegnati nella Grande Bonifica del Terralbese. La Società Bonifiche Sarde (S.B.S., concessionaria della Bonifica – con sede logistica alla Tanca del Marchese) decide di adottare il "Protettore Antimalarico", pipistrellaio, (brevetti Campbell - Marieni), che consiste in una costruzione detta Pipistrellaio, per la dimora di migliaia di accaniti insettivori quali sono appunto i pipistrelli. Viene fatta la richiesta con lettera 1° marzo 1925 a S.E. il Generale Marieni, il quale incarica per la fornitura la ditta ing. Clemente De Fonseca-Pimentel. Il pipistrellaio, da approntare in 120 giorni, come da contratto 1 aprile 1925, è costituito di due parti principali: -basamento di cemento armato, a cura e a spese della S.B.S., tipo e disegno dell'ing De Fonseca Pimentel; -castello di legno (pipistrellaio) costruito dal De Fonseca Pimentel secondo disegni e istruzioni del Gen.Marieni (che fa esperimenti per conto delle Amministrazioni della Guerra e della Marina e di privati proprietari) e da questi spedito, già pronto all’assemblaggio, per mare-ferrovia da Roma a Marrubiu e alla località d'impianto. Le spese sono a carico della SBS, che fornirà anche legname e manodopera per i ponteggi occorrenti alla montatura del castello dagli addetti e da un ingegnere collaudatore, ai quali sono rimborsate le spese di viaggio. Costo del "castello" montato 47mila lire: -20mila alla firma del contratto; -20mila a montaggio ultimato e 7mila alla presentazione del certificato di collaudo. Il primo pipistrellaio (ne saranno utilizzati altri quattro) è installato nella Tenuta di Terralba in località Alabirdis (oggi Arborea), a ponente dello stagno di Sassu. Si procede al collaudo il 6 novembre 1925 da parte del fiduciario del Gen. Marieni, ing. Giovanni Moneta, ratificato dall'ing. Carlo Avanzini per la S.B.S. con sopralluogo in data 18 novembre 1925 e dichiarazione del successivo giorno 28, in accordo con il Direttore della Tenuta-SBS dott. Ottavio Gervaso (di stanza alla Tanca del Marchese). Dopo le operazioni di collaudo, l'Ing. Moneta provvede alla consegna dei documenti e della "cassetta segreto per attirare i pipistrelli", brevettata Campbell, introdotta nel castello a costruzione ultimata. I documenti prevedono istruzioni per il buon esito dell'esperimento, per la buona conservazione e tutela dei volatili e per ottenere il loro maggior popolamento. Zone isolate come il Cimitero, e distanti da luoghi abitati per evitare disturbi e rumori, sono dislocazioni ideali dei pipistrellai. Oggi non v’è più traccia dei pipistrellai (si ignora la loro fine), dei famelici pipistrelli sìAppartenenti all'ordine dei "chirotteri", sono particolarmente prolifici quelli del genere pipistrellus (famiglia vespertilionidi) Kuhlii (immessi nell'ambiente e attirati dai pipistrellai) dal corpo lungo 7-8 cm. e apertura alare di 22 cm. circa; orecchie corte e larghe; pelliccia bruno-scura e ali nerastre.Specialmente nelle calde sere estive questi strani "uccelli", lasciato il loro nascondiglio (pipistrellaio) diurno, volano disordinatamente lanciando ogni tanto brevi e striduli gridi. Al calar delle tenebre incominciano la caccia agli insetti. Per la loro forma, per l'aspetto stranissimo del muso e per le abitudini notturne, sono stati spesso considerati esseri perversi e orrendi, animali da sfuggire e da uccidere. Ma l'uomo molte volte sbaglia lasciandosi guidare nelle sue azioni da false apparenze. Tranne pochissime specie che si nutrono di frutta, sono in massima parte accaniti insettivori, divoratori di animali dannosi all'uomo come le zanzare. Quindi utilissimi.


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A. Michele Angioni

Via Venezia, 4 - 09092 Arborea (OR)

Telefono 0783800714 - Email: a.michele@arboreaarboreino.it