Autore: 
A. Michele Angioni
 

L'ARBOREINO:  Mussolinia-Arborea
BONIFICA DELLA PIANA DI TERRALBA

   

Home|Premessa| Mappe | Alabirdis-Arborea|Città-nuova| Storia | Concepimento | Sardi Bonificatori|Migrazione|Colonizzazione|
La Malaria | Cittadella  Museale | Tanca del Marchese | Conosci l'autore | Rassegna Stampa|Galleria di immagini | Guestbook | Link Utili

 

Home

Premessa

Mappe

Alabirdis - Arborea

Città-Nuova

Storia

Concepimento

Sardi Bonificatori

Migrazione

Colonizzazione

La Malaria

Cittadella  Museale

Tanca del Marchese  

Conosci l'autore

Rassegna Stampa

Galleria di immagini

Guestbook

Link Utili

E-mail

.."l'altro libro" :
720 pagine
sulla
fenomenologia
della
redenzione della Piana di

ARBOREA

TERRALBA

MARRUBIU


Credits

 

 

CONCEPIMENTO - IDEAZIONE - REALIZZAZIONE DEL PROGETTO DI BONIFICA


Come si è giunti all'inizio della "gestazione-realizzazione" dei progetti della Bonifica del Terralbese? Ebbene sì, con un mirato "concepimento", indirizzato ad un obbiettivo possibile: la "nascita", dal nulla, di un regno della vita, di un "villaggio della speranza" dalle costruzioni surreali, in una realtà di cui non è accertabile contezza alcuna: un fatto completamente slegato da riferimenti reali (sarà Villaggio Mussolini il 29 ottobre 1928, Mussolinia il 29 dicembre 1930, Arborea il 17 febbraio 1944). Non si può prescindere, invero, dalla magica triade concepimento-gestazione-nascita, che non la si vuole disgiunta, però, dalla <<(...) trilogia agronomica del Novecento Italiano: "il riformismo elettro-idraulico" di Turati e Nitti; la "bonifica integrale" di Serpieri e Mussolini; la "riforma agraria" di De Gasperi e Segni ...>> - come ha osservato Paolo Fadda - e si è pure d'accordo che <<senza il capitale finanziario, né le idee agrarie di Pierazzuoli né i progetti tecnici di Dolcetta e degli Scano avrebbero potuto vedere la luce. E senza la tenacia FELICE PORCELLAdegli operai e dei coloni quelle terre sarebbero rimaste com'erano, un'arida steppa>>. 
Quanto detto, se si vuole conoscere e capire il meraviglioso "film" tra leggenda e realtà: miracolo della plaga tra il mare del Golfo di Oristano ed il Monte Arci, dove posarono lo sguardo gli uomini che, questo Lembo di Terra desolata, vollero redimere e trasformare in una oasi riposante di verde, per ridarlo al lavoro produttivo dell'uomo: 
- Felice Porcella, figlio interessato di Terralba che "percepisce", fin dal 1916 (concorso finalmente anche di massicci investimenti dall'Intrapresa Privata), essere giunto il momento di mandare avanti con più decisione i suoi progetti di risanamento del terralbese malato. Sono gli anni di Angelo Omodeo incaricato dalla B.C.I. (1894) e dalla S.E.S. (1911) di studiare la possibilità di trasformazione dell'assetto agrario dell'Isola, con la formazione di bacini montani e laghi artificiali allo scopo di utilizzarli nell'Industria come forza motrice e per l'irrigazione in agricoltura. Allo scopo, nascerà la S.I.I.E.T. (1913). Nel 1912 l'assessore Porcella aveva presentato al Regio Parlamento un Progetto di deviazione del Rio Mogoro. Nella XXIV Legislatura, già da un anno Deputato, aveva inoltrato un progetto (Disegno di Legge 152 del 3 luglio 1914) per il "Risanamento idrico-agricolo-finanziario-culturale" della sua Terralba e della Sardegna e aveva ripresentato la progettazione per la "Bonifica, colonizzazione, miglioramento agrario e industriale del Campidano di Oristano", in esecuzione delle Leggi di cui al T.U. 844 10/11/1907 - denunciando la mancanza di disposizioni legislative adeguate e riproponendo, sollecitandolo, il "Progetto" (1912) per la sistemazione del Rio Mogoro - giacente al Cons.Sup. dei LL.PP. - e per l'esecuzione dei  lavori sul Tirso. Nel frattempo, F.S.Nitti sta ponendo in rilievo la miseria della Sardegna con numerose statistiche e diagrammi (emigrazione e malaria sopra tutto); 
- Antonio Pierazzuoli che, collega-amico di Porcella e da questi ispirato, diviene "l'ideatore" e propugnatore appassionato del Piano di Bonifica dell'Oristanese. Impegnato insieme con l'Ing. Giulio DolcettaIng. GIULIO DOLCETTA (a Cagliari dal 1917 con l'incarico di Direttore delle SES-SIIET) nella costruenda Diga del Tirso, farà pervenire al medesimo, con lettera datata 16 febbraio 1918, il "Progetto di Bonifica" (spedito poi al Ministero dei LL.PP. il 5 ottobre 1918) articolato in tre parti: Piano Generale Tecnico con ampia relazione, Disegno scala di 1 a 100.000, Piano Finanziario e Disegno di Legge, spiegando che la propria "invenzione" (idea) se realizzata avrebbe rivoluzionato il sistema agrario sardo. Pierazzuoli fa parte dello stuolo di tecnici di altissimo valore come l'Ing. Angelo Omodeo, i tre Ingg. Scano, gli Ingg. Gervaso, Avanzini e Tommaso Fiorelli (quest'ultimo, oltre alla costruzione della diga del Tirso, ha collaborato con Dolcetta alla SBS e ha retto a Cagliari la Società Elettrica Sarda - poi ENEL),  etc., tutti vicinissimi a
Giulio Dolcetta, l'Ingegnere per antonomasia, il quale -Ing. TOMMASO FIORELLI condividendo concezione e ideazione - diverrà il demiurgo-che-tutto-ordina, l'artefice dalle capacità creative ed organizzative, il "realizzatore" di un'opera grandiosa in termini materiali e socio-economici. Il 23 dicembre 1918 si costituisce la Società Bonifiche Sarde (SBS), nelle mani di Dolcetta con la SES e la SIIET a formare il così detto Gruppo Tirso (l'intero "Gruppo Sardo" elettro-irriguo) per dare, intanto, inizio alla redenzione di 7.877 ettari di terreno (4.670 acquistati, il resto acquisiti in enfiteusi dal Comune di Terralba). L'inventore e progettista Pierazzuoli cederà a Giulio Dolcetta (Amministratore delegato della SBS) la propria "idea" per 150mila lire e sarà assunto in qualità di consulente a 12mila lire annue (lettera 24 dicembre 1918 firmata Dolcetta). 
Ai primi del 1919, Dolcetta farà iniziare i lavori, avuti in concessione dallo Stato in seguito alla domanda del 12 febbraio 1919 - per la Bonifica della Piana di Terralba, Stagno di Sassu e sue adiacenze - nominando l'Ing. Dionigi Scano Direttore Generale della Bonifica. I lavori vedranno i reduci della prima guerra mondiale, operai, braccianti, donne e ragazzi - sardi - impiegati nel risanamento del territorio. A migliaia verranno avviati al lavoro dalla sponda-Nord della laguna di S'Ena Arrubia a quella-Sud di Marceddì-San Giovanni: per quasi dieci anni si cimenteranno in una impresa ciclopica per la trasformazione radicale della regione (disboscare, colmare paludi, spianare e dissodare terreni, costruire canali e strade, tracciare campi e poderi) con l'edificazione di centri agricoli e case poderali che - a mano a mano, dal 1928 - saranno assegnate agli esperti agricoltori continentali (Veneti in particolare). Che presenzieranno, il 29 ottobre 1928, alla inaugurazione della prima "città-nuova" del regime fascista, da parte del Ministro Costanzo Ciano, chiamata Villaggio Mussolini. Dopo due anni, Mussolinia di Sardegna. Dal 17 febbraio 1944, Arborea. Mappe della Bonifica


Home|Premessa| Mappe | Alabirdis-Arborea|Città-nuova| Storia | Concepimento | Sardi Bonificatori|Migrazione|Colonizzazione|
La Malaria | Cittadella  Museale | Tanca del Marchese | Conosci l'autore | Rassegna Stampa | Galleria di immagini |Guestbook | Link Utili


A. Michele Angioni

Via Venezia, 4 - 09092 Arborea (OR)

Telefono 0783800714 - Email: a.michele@arboreaarboreino.it