Autore:A.Michele Angioni (Memorialista della Bonifica, ndr). |
L'ARBOREINO:Mussolinia-Arborea
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Note biografiche di Antonio Michele Angioni .
Ho quindici mesi di vita quando al babbo, dopo dieci anni circa di permanenza a Terralba, viene assegnata una nuova casa nel Comune di Mussolinia. E' il cinque settembre 1938. Studio presso i Salesiani di Mussolinia-Arborea e nel 1955 intraprendo la carriera di Sottufficiale dell'Aeronautica Militare dove sono costretto, mio malgrado, a interrompere - per motivi di delicati servizi - gli studi superiori ripresi privatamente. Dopo vari incarichi e varie sedi di servizio nella Penisola ed in Sardegna (alla fine saranno circa trent'anni) mi ritrovo a svolgere l'incarico di Segretario Particolare del Comandante del Poligono Interforze N.A.T.O. di Capo Frasca sulla costa antistante la laguna di Marceddì-Terralba. <<Dal 1974 poteva - dice Raimondo Zucca nella presentazione del libro - rimirare dal suo osservatorio privilegiato quel lembo di territorio della Sardegna redento nel quadro della Bonifica Integrale: i verdi filari di eucalipti che disegnavano la rigida geometria dei campi rigogliosi. (...)>>. Fino al 1982, quando lascio l'Aeronautica, in quella località nei pressi di Neapolis antica ho modo di coltivare la mia passione per l'Archeologia e la Storia, che mi porteranno negli anni seguenti, oltre a dedicarmi alla stesura de L'Arboreino, a collaborare anche alla Rivista di Cultura e Attualità "Terralba ieri & oggi". Di qui, al mio forte desiderio - condiviso - di conoscere meglio la Storia di Arborea, ha fatto seguito la decisione di rendere partecipi delle mie ricerche anche gli altri che l'hanno vista spagliare in troppi rivoli fuori del suo alveo naturale. In cima ai miei pensieri è balzato subito e prepotentemente il lettore comune scippato del sapere genuino e semplice il quale, fin dai primi approcci, ha mostrato di gradire. - E' apparso chiaro subito, infatti, che la Bonifica non era iniziata nel 1928 con l'arrivo dei continentali, ma che il grandioso esperimento di trasformazione sociale-culturale, economica-politica, geografica-urbanistica e anche architettonica aveva preso le mosse dal ruolo politico del Sindaco-Deputato-Avvocato Felice Porcella e dal sostegno della popolazione di Terralba fino alla redenzione ed al riscatto del territorio. - E' apparso chiaro che il fascismo era entrato nella scena (fine 1922) quattro-cinque anni dopo il reale inizio del risanamento della Piana di Terralba e potè proseguire l'opera, forte della Legge Mussolini 1928 sulla "Bonifica Integrale", grazie al "credo Mussoliniano" della radicale ruralizzazione delle terre spopolate. - E' apparso chiaro quindi che Porcella-Pierazzuoli-Dolcetta, e gli uomini intorno ad essi, avevano molto tempo prima concepito-ideato-realizzato la redenzione del territorio tra il Monte Arci e il Golfo di Oristano, con i Sardi-bonificatori, liberamente occupati, i quali col regime fascista avevano dovuto convivere una volta diventato - ancorché autoritario - il Governo della Stato Italiano. - E' apparso chiaro ancora fra tante altre cose, che non si poteva continuare a sostenere né che <<i continentali sono arrivati, si sono rimboccati le maniche e han tirato su Arborea dalle paludi>> né che i sardi e in particolare <<gli stessi Terralbesi sarebbero stati in grado di attuare e realizzare i processi di miglioramento fondiario della terra per la cui rinascita il progetto di Bonifica Integrale era nato>>, dal momento che tutti gli anziani intervistati han sempre sostenuto e continuano a sostenere (lo afferma nei suoi scritti anche Porcella) che mai avrebbero accettato di "fissarsi" - lontano dal loro villaggio - ai poderi, accettando solo di fare la giornata di lavoro e di tornare alla loro famiglia e ai loro amici nel paese. Cambieranno idea negli anni Sessanta. - E' apparso chiaro anche che per non aver attuato e non aver rispettato in modo continuo e sistematico il completamento, la crescita ed il mantenimento dell'opera, si era giunti a constatare - amaramente - la realtà di un degrado sotto gli occhi di tutti, nel cinico egoismo del benessere personale che nulla concede alla salvaguardia delle memorie storiche e del patrimonio naturalistico-ambientale. D'altra parte, il desiderio di "completezza" è scaturito dalle contraddizioni e dalle omissioni sulle origini dell'opera di trasformazione e d'ammodernamento della regione bonificata: patria di adozione di immigrati che in essa stabilirono la sede della propria esistenza, come il mio caro babbo Francesco, del quale ho riportato allo stato cosciente il ricordo e i racconti delle sue peripezie, le descrizioni del suo primo lavoro di terrazziere, il caldo estivo opprimente, la polvere, la malaria, la fatica immane di migliaia di altri sardi-bonificatori. L’ Arboreino
non è comunque un punto d’arrivo ma senz’altro un punto di partenza. |
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